Rinnovo primo soccorso: scadenza e ore di aggiornamento
Tra tutte le scadenze formative che un’azienda deve tenere sotto controllo, quella del primo soccorso è probabilmente la più “silenziosa”: arriva ogni tre anni, un ciclo abbastanza breve da far pensare che sia impossibile dimenticarsene, ma abbastanza lungo da far perdere facilmente il conto se non c’è un promemoria scritto da qualche parte. Non è un caso che, tra le irregolarità più rilevate durante le ispezioni sulla gestione delle emergenze, la scadenza dell’aggiornamento del primo soccorso sia una delle più frequenti — non perché l’azienda non abbia mai formato nessuno, ma perché il rinnovo triennale è slittato dall’attenzione di tutti.
La regola: ogni tre anni, senza eccezioni
Il Decreto Ministeriale 388/2003 stabilisce che l’aggiornamento della formazione degli addetti al primo soccorso va fatto ogni tre anni, e questa periodicità vale allo stesso modo per tutti i gruppi aziendali — A, B e C — senza distinzioni legate al settore o alla dimensione dell’impresa. Quello che cambia da un gruppo all’altro non è la frequenza del rinnovo, ma il numero di ore richieste, in linea con la maggiore o minore complessità della formazione iniziale.
| Gruppo | Periodicità aggiornamento | Durata aggiornamento |
|---|---|---|
| Gruppo A | Ogni 3 anni | 6 ore |
| Gruppo B | Ogni 3 anni | 4 ore |
| Gruppo C | Ogni 3 anni | 4 ore |
L’aggiornamento, a differenza magari di quello che si potrebbe pensare, non è una semplice ripetizione teorica dei contenuti del corso iniziale: è concentrato soprattutto sulla componente pratica — le manovre di rianimazione cardiopolmonare, la gestione delle emorragie, l’immobilizzazione in caso di trauma, l’eventuale uso del defibrillatore se presente in azienda. Sono competenze che, se non vengono ripetute periodicamente, tendono a “arrugginirsi” più in fretta di quanto si pensi: è il motivo stesso per cui il legislatore ha scelto un ciclo relativamente breve, tre anni, rispetto ai cinque previsti per altre formazioni.
Cosa succede se l’aggiornamento scade
Come per tutti gli altri corsi di sicurezza, anche qui non esiste un margine di tolleranza dopo la data di scadenza. Un addetto con l’aggiornamento scaduto perde, dal punto di vista normativo, la qualifica di addetto al primo soccorso formato: l’azienda si ritrova quindi, di fatto, priva di questa figura obbligatoria, anche se la persona in questione continua materialmente a essere presente sul posto di lavoro. In caso di ispezione, questa situazione viene trattata come mancata organizzazione del servizio di primo soccorso, con le sanzioni corrispondenti; in caso di infortunio grave in cui l’addetto avrebbe dovuto intervenire, la mancata formazione aggiornata diventa un elemento che pesa nella valutazione delle responsabilità.
Un caso pratico
Immagina un piccolo laboratorio artigianale con sei dipendenti, Gruppo B, con due addetti al primo soccorso formati tre anni e mezzo fa. Nessuno in azienda si è accorto che l’aggiornamento è scaduto da sei mesi, perché la scadenza non era segnata da nessuna parte se non nella memoria di chi aveva organizzato il corso la prima volta — persona che nel frattempo è andata in pensione. Durante un controllo di routine, l’ispettore rileva la situazione: per la legge, da sei mesi quell’azienda non ha nessun addetto al primo soccorso formato, anche se le due persone in questione conoscono benissimo le procedure per averle imparate ed esercitate a suo tempo. La sanzione si applica comunque, perché quello che conta è lo stato formale della documentazione, non la competenza reale (per quanto probabilmente ancora buona) delle persone coinvolte.
Chi può erogare l’aggiornamento
Come per la formazione iniziale, anche l’aggiornamento deve essere condotto da personale medico, eventualmente con la collaborazione di personale infermieristico per la parte pratica — non da un formatore generico di sicurezza sul lavoro, come abbiamo visto parlando dei requisiti dei formatori per il corso base. Questo vincolo resta identico anche per il rinnovo, e vale la pena verificarlo quando si sceglie con chi organizzare il corso di aggiornamento, esattamente come si farebbe per la formazione iniziale: un aggiornamento erogato da un soggetto senza questi requisiti espone l’azienda allo stesso rischio di un attestato privo di valore legale, anche se materialmente rilasciato.
Se gli addetti sono stati formati in momenti diversi
Una situazione molto comune, soprattutto nelle aziende che hanno assunto o sostituito personale nel tempo, è avere più addetti al primo soccorso con scadenze di aggiornamento non allineate tra loro: uno formato tre anni fa, un altro assunto più di recente e quindi con scadenza più lontana. In questi casi non ha senso forzare un allineamento delle date solo per comodità organizzativa — ogni addetto segue il proprio ciclo triennale a partire dalla propria formazione iniziale o dall’ultimo aggiornamento effettuato. Quello che conviene fare, però, è tenere un elenco unico con tutte le scadenze di ciascun addetto, così da poter organizzare i corsi in anticipo anche quando riguardano una sola persona alla volta, invece di scoprire una scadenza isolata solo quando è già passata perché l’attenzione era concentrata su un’altra persona con una data diversa. Un foglio di calcolo condiviso, aggiornato ogni volta che si organizza o si completa un corso, è quasi sempre sufficiente per tenere sotto controllo anche situazioni con tre o quattro date diverse da monitorare contemporaneamente.
Come non perdere la scadenza
Vista la frequenza relativamente ravvicinata di questo aggiornamento rispetto ad altri cicli formativi — tre anni contro i cinque della formazione lavoratori, per esempio — vale la pena tenerne traccia in modo specifico, magari segnandolo nello stesso registro delle scadenze usato per gli altri corsi obbligatori dell’azienda (lavoratori, preposti, antincendio). Alcuni enti formativi offrono sistemi di promemoria automatico che avvisano con un certo anticipo prima della scadenza: per un ciclo così breve, avere un margine di preavviso di almeno due o tre mesi permette di organizzare il corso con calma, invece di scoprire la scadenza già passata durante un controllo o, peggio, proprio nel momento in cui servirebbe un intervento.
Un aspetto pratico spesso sottovalutato riguarda il coordinamento tra le diverse scadenze aziendali. Se un’azienda ha, per esempio, sia addetti al primo soccorso sia addetti antincendio (a volte le stesse persone, come abbiamo visto in un altro articolo), tenere le due scadenze allineate — anche se i cicli sono entrambi triennali ma su calendari diversi — riduce il rischio di errore rispetto ad avere due date completamente scollegate da monitorare separatamente. Alcune aziende scelgono deliberatamente di programmare tutti i rinnovi formativi in una finestra ristretta dell’anno, per esempio a inizio primavera, in modo da avere un solo periodo dell’anno in cui organizzare corsi invece di rincorrere scadenze sparse in momenti diversi.
Un’ultima cosa da considerare quando arriva il momento del rinnovo: è un’occasione naturale per rivedere anche l’adeguatezza del numero di addetti rispetto alla situazione attuale dell’azienda — se nel frattempo sono cambiati i turni, se l’organico è cresciuto, o se qualcuno degli addetti originari ha lasciato l’azienda senza essere sostituito, l’aggiornamento triennale è il momento più naturale per accorgersene e correggere la situazione, prima che diventi un problema scoperto solo da un’ispezione o, peggio ancora, da un’emergenza reale gestita senza la copertura che si pensava di avere.
Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza specialistica in materia di sicurezza sul lavoro. Per verificare le scadenze specifiche dei tuoi addetti al primo soccorso, rivolgiti a un consulente qualificato o al tuo RSPP.