Corso primo soccorso gruppo A, B, C: come si determina
Se hai già affrontato la classificazione del rischio per la formazione generale dei lavoratori, ti aspetteresti che per il primo soccorso funzioni allo stesso modo — basso, medio, alto, stesso schema di sempre. E invece no: qui la normativa segue una logica tutta sua, con un decreto diverso, criteri diversi, e una divisione in tre gruppi (A, B e C) che si sovrappone solo in parte a quella già vista per gli altri corsi.
Vale la pena chiarirlo subito perché è una fonte di equivoci frequente: un’azienda a “rischio basso” secondo la classificazione ATECO della formazione generale non è automaticamente Gruppo C nel primo soccorso, e viceversa. Sono due sistemi di classificazione paralleli, con criteri di riferimento diversi.
Il decreto di riferimento
La normativa sul primo soccorso aziendale è il Decreto Ministeriale 388 del 15 luglio 2003, che stabilisce le caratteristiche minime della cassetta o del pacchetto di medicazione, i requisiti dei formatori (che devono avere un profilo sanitario) e, appunto, la classificazione delle aziende in tre gruppi che determina sia la dotazione di primo soccorso da tenere in azienda sia la durata della formazione da garantire agli addetti designati.
Come funziona la classificazione
Il Gruppo A comprende le aziende considerate a rischio più elevato: rientrano qui i cantieri edili e le attività del settore delle costruzioni con più di cinque lavoratori, le aziende che trattano sostanze pericolose in quantità rilevanti, le centrali termoelettriche, gli impianti nucleari e, più in generale, le attività industriali soggette a obbligo di notifica secondo la normativa sui rischi di incidente rilevante. Rientrano nel Gruppo A anche le aziende che, indipendentemente dal settore, presentano un indice infortunistico superiore a una certa soglia calcolato secondo le statistiche INAIL — un criterio che, in pratica, tiene conto della sinistrosità storica di quel comparto produttivo.
Il Gruppo B comprende le aziende che non rientrano nel Gruppo A e che hanno tre o più lavoratori. Il Gruppo C, infine, comprende le aziende sempre fuori dal Gruppo A ma con meno di tre lavoratori. Ai fini della formazione, Gruppo B e Gruppo C sono trattati allo stesso modo: stesso corso, stessa durata, stesso aggiornamento.
Perché conta la differenza
La classificazione non è solo un esercizio teorico: determina sia la dotazione minima di attrezzature di primo soccorso che l’azienda deve avere sempre disponibile (una cassetta di medicazione più completa per il Gruppo A e il Gruppo B, un pacchetto di medicazione più semplice per il Gruppo C), sia — quello che qui interessa di più — la durata della formazione degli addetti designati.
| Gruppo | Tipologia di azienda | Durata corso base | Durata aggiornamento (ogni 3 anni) |
|---|---|---|---|
| Gruppo A | Cantieri edili (oltre 5 lavoratori), sostanze pericolose, industrie a rischio rilevante, aziende con alto indice infortunistico | 16 ore | 6 ore |
| Gruppo B | Altre aziende con 3 o più lavoratori | 12 ore | 4 ore |
| Gruppo C | Altre aziende con meno di 3 lavoratori | 12 ore | 4 ore |
Un esempio pratico
Prendiamo due aziende molto diverse tra loro: uno studio di consulenza con quattro impiegati e un’impresa edile con sei operai. Lo studio di consulenza, pur potendo sembrare “a basso rischio” a occhio, rientra nel Gruppo B semplicemente perché ha più di tre lavoratori e non presenta le caratteristiche che farebbero scattare il Gruppo A — quindi corso da 12 ore. L’impresa edile, con più di cinque lavoratori nel settore delle costruzioni, rientra invece direttamente nel Gruppo A, indipendentemente dal fatto che il cantiere del momento sia relativamente semplice — quindi corso da 16 ore, con una componente pratica più estesa.
Nota il dettaglio contro-intuitivo: non è la pericolosità percepita del lavoro quotidiano a determinare il gruppo, ma criteri oggettivi legati al settore, al numero di lavoratori e ai dati infortunistici di comparto. Un piccolo negozio con due dipendenti, per fare un altro esempio, rientra nel Gruppo C proprio in virtù delle sue dimensioni ridotte, anche se l’attività in sé comporta rischi minimi.
Vale la pena anche considerare cosa succede quando un’azienda cresce nel tempo. Un piccolo laboratorio artigianale che parte con due soci e nessun dipendente rientra inizialmente nel Gruppo C; se nel giro di qualche anno assume un terzo e un quarto collaboratore, supera la soglia dei tre lavoratori e scivola automaticamente nel Gruppo B, con conseguente necessità di adeguare sia la formazione sia la dotazione di primo soccorso, anche se l’attività svolta resta esattamente la stessa. Questo tipo di passaggio da un gruppo all’altro, legato semplicemente alla crescita dell’organico, è uno dei motivi più comuni per cui un’azienda si ritrova con una classificazione non più aggiornata rispetto alla propria situazione reale.
Cosa cambia nei contenuti, non solo nelle ore
La differenza tra Gruppo A e Gruppo B/C non riguarda solo il numero di ore da seguire, ma anche la profondità dei contenuti trattati. Entrambi i percorsi coprono gli elementi di base — allertare il sistema di soccorso, riconoscere un’emergenza, mettere in sicurezza l’infortunato, eseguire le manovre di primo intervento — ma il corso da 16 ore per il Gruppo A dedica più tempo a scenari complessi, come la gestione simultanea di più infortunati o l’esposizione a sostanze pericolose, coerentemente con il tipo di attività per cui questo gruppo è pensato. Il corso da 12 ore per Gruppo B e C, pur essendo più breve, non è una versione “semplificata” priva di componente pratica: include comunque le manovre di disostruzione delle vie aeree e la simulazione di scenari di emergenza, solo con minore approfondimento rispetto al Gruppo A.
Un aspetto che vale la pena conoscere riguarda anche chi può tenere questi corsi: il DM 388/2003 richiede che la formazione sia erogata da personale medico, oppure, per la parte pratica, da personale in possesso di specifiche competenze in materia (spesso infermieri o altre figure sanitarie qualificate), non da un formatore generico di sicurezza sul lavoro come avviene per altri corsi. Questo requisito specifico è uno dei motivi per cui il corso di primo soccorso viene spesso organizzato da enti diversi rispetto a quelli che erogano la formazione generale o l’antincendio, e vale la pena verificarlo quando si sceglie con chi organizzare la formazione, esattamente come si farebbe controllando l’accreditamento di un ente per gli altri corsi obbligatori.
Come verificare il proprio gruppo
Se hai dubbi su quale gruppo riguardi la tua azienda, il punto di partenza è sempre il Documento di Valutazione dei Rischi, dove questa classificazione dovrebbe già essere esplicitata insieme alle altre valutazioni obbligatorie. Se non lo è, o se hai dubbi sulla correttezza della classificazione attuale — magari perché l’azienda è cresciuta o ha cambiato attività nel tempo — vale la pena farla verificare dal proprio RSPP o da un consulente, perché un addetto formato per il gruppo sbagliato (per esempio con le 12 ore previste per B e C quando l’azienda in realtà rientra nel Gruppo A) risulta, agli occhi della legge, non correttamente formato.
Un’ultima cosa da tenere presente: la classificazione va rivista non solo quando cambia il numero di lavoratori, ma anche quando cambia la natura dell’attività — un’azienda che inizia a trattare sostanze pericolose che prima non utilizzava, per esempio, potrebbe passare al Gruppo A anche restando sotto la stessa soglia dimensionale che prima la collocava nel Gruppo B o C. Per questo la verifica del gruppo di appartenenza non è un adempimento da fare una tantum, ma qualcosa da ricontrollare periodicamente insieme all’aggiornamento del DVR.
Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza specialistica in materia di sicurezza sul lavoro. Per determinare con certezza il gruppo di appartenenza della tua azienda, rivolgiti a un consulente qualificato o al tuo RSPP.