Come riconoscere un ente di formazione accreditato
Un mio conoscente, qualche anno fa, aveva organizzato la formazione sicurezza per i suoi cinque dipendenti tramite un sito trovato con una ricerca veloce: prezzo basso, attestato scaricabile in pdf entro 24 ore, nessuna verifica particolare durante il corso. Tutto filato liscio, finché durante un’ispezione l’ente in questione è risultato non accreditato nella regione in cui operava l’azienda. Risultato: gli attestati erano carta straccia, e per la legge era come se quei cinque lavoratori non avessero mai fatto formazione. Ha dovuto rifare tutto, pagare le sanzioni, e perdere ore di lavoro che pensava di aver già messo in conto.
Questa storia serve a spiegare perché la scelta dell’ente formativo non è un dettaglio secondario da liquidare guardando solo il prezzo. In materia di sicurezza sul lavoro, non basta che il corso “sembri” fatto bene: deve essere erogato da un soggetto autorizzato a farlo, altrimenti tutto il resto — contenuti, ore, attestato finale — non vale nulla davanti alla legge.
Chi può davvero fare formazione sicurezza
La normativa individua con precisione chi ha titolo per erogare questi corsi. Ci sono innanzitutto gli enti di formazione accreditati presso la propria Regione — ogni Regione italiana gestisce un proprio sistema di accreditamento, con requisiti su esperienza, docenti qualificati, sedi idonee e, sempre più spesso, sui sistemi di tracciamento delle presenze. Poi ci sono le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori più rappresentative a livello nazionale, che possono organizzare formazione per i propri iscritti. Infine, gli organismi paritetici — enti costituiti congiuntamente da sindacati e associazioni datoriali di settore, pensati proprio per occuparsi di salute e sicurezza in quel comparto specifico — e, in certi casi, lo stesso datore di lavoro può organizzare direttamente la formazione per i propri dipendenti, ma solo alle condizioni precise indicate dagli Accordi Stato-Regioni.
| Soggetto formatore | Chi può erogare la formazione | Cosa verificare |
|---|---|---|
| Enti accreditati regionali | Aziende, lavoratori, tutti i settori | Numero di accreditamento sul portale della Regione |
| Associazioni sindacali (datori/lavoratori) | Solo per i propri iscritti | Requisito di rappresentanza nazionale nel settore |
| Organismi paritetici | Aziende del comparto di riferimento | Costituzione congiunta sindacati-associazioni datoriali |
| Datore di lavoro (formazione diretta) | Solo i propri lavoratori, preposti, dirigenti | Rispetto delle condizioni previste dall’Accordo Stato-Regioni |
Quello che accomuna tutti questi soggetti è il possesso di un’autorizzazione verificabile. Un ente che non rientra in nessuna di queste categorie, per quanto professionale possa sembrare il sito internet o quanto convincente il commerciale al telefono, semplicemente non può rilasciare attestati validi ai fini di legge.
Il controllo che richiede due minuti
La buona notizia è che verificare l’accreditamento di un ente non è complicato, e non serve un consulente per farlo. Ogni Regione pubblica sul proprio sito istituzionale l’elenco aggiornato dei soggetti formatori accreditati sul proprio territorio: basta cercare “elenco enti accreditati formazione sicurezza” seguito dal nome della propria Regione, e nella maggior parte dei casi si trova un motore di ricerca dove inserire il nome dell’ente e verificare se compare, con quale numero di accreditamento e per quali tipologie di corso è autorizzato. Un dettaglio che vale la pena controllare: alcuni enti sono accreditati solo per certi corsi o solo in alcune Regioni, quindi il fatto che siano regolari in una zona d’Italia non garantisce automaticamente che lo siano anche altrove, soprattutto se operano tramite sedi diverse o partner locali.
I segnali che dovrebbero far drizzare le antenne
Al di là del controllo formale sull’elenco regionale, ci sono alcuni indizi pratici che, messi insieme, raccontano molto sulla serietà di un ente. Il prezzo stracciato rispetto alla media di mercato è il primo: erogare formazione conforme, con tutor disponibili, materiali aggiornati e sistemi di tracciamento adeguati, ha un costo che non può scendere sotto una certa soglia — se un corso costa la metà di tutti gli altri, qualcosa nella qualità (o nella legalità) probabilmente è stato tagliato.
Il secondo segnale riguarda la verifica dell’apprendimento. Un corso serio prevede un test finale strutturato, spesso con domande randomizzate e un tempo minimo obbligatorio di permanenza sui contenuti prima di poter accedere alla verifica. Se ti viene proposto un corso dove il quiz finale si supera in due minuti senza aver realmente seguito nulla, quell’attestato — anche se materialmente esiste — non riflette una formazione realmente avvenuta, ed è proprio questo tipo di anomalia che gli ispettori sanno riconoscere con facilità durante un controllo.
Il terzo riguarda la disponibilità di un tutor o di un docente raggiungibile durante il percorso, soprattutto per i corsi in modalità e-learning: la normativa attuale richiede che il corsista abbia un punto di riferimento umano a cui rivolgersi in caso di dubbi, non solo una piattaforma automatica priva di assistenza.
Cosa chiedere prima di iscrivere i dipendenti
Prima di affidare la formazione della tua azienda a un ente, tre domande dirette permettono di capire molto in fretta se hai davanti un fornitore serio: da quanti anni operano nel settore della formazione sicurezza (con il nuovo Accordo Stato-Regioni l’esperienza minima richiesta per l’accreditamento generale è salita a tre anni documentati, anche se per i corsi rivolti specificamente a lavoratori, preposti e dirigenti è sufficiente il solo accreditamento, senza un requisito di esperienza aggiuntivo); qual è il loro numero di accreditamento regionale, così da poterlo verificare tu stesso sul sito della Regione; e come viene tracciata la presenza effettiva durante il corso, in particolare se è erogato online. Se le risposte sono vaghe, o se l’interlocutore si infastidisce davanti a queste domande, è già un’informazione preziosa.
Un’ultima considerazione, forse la più importante di tutte: la responsabilità di verificare che l’ente sia accreditato ricade sul datore di lavoro, non su chi ha venduto il corso. Se un domani un attestato risultasse non valido, non è l’ente che paga le sanzioni in prima battuta: sei tu, come azienda, a doverti rimettere in regola e a rispondere davanti agli organi di controllo. Per questo, il tempo speso a verificare l’accreditamento prima di iscrivere i lavoratori è probabilmente il minuto meglio investito di tutto il processo formativo.
Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza specialistica in materia di sicurezza sul lavoro. Per verificare l’accreditamento di un ente formativo specifico, consulta l’elenco ufficiale pubblicato dalla Regione competente o rivolgiti al tuo RSPP.